Ettore Fagiuoli
Nel 1984 lo CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, presieduto da Giulio Carlo Argan e diretto da Arturo Carlo Quintavalle, organizzòuna mostra monografica dedicata a Ettore Fagiuoli (Verona, 1884-1961), prima esposizione interamente dedicata dal Centro alla figura di un architetto. La mostra fu allestita in seguito all’acquisizione di un “notevole blocco di materiali” – come sottolinea Quintavalle nel catalogo (Ettore Fagiuoli 1984, s.p.) –, donati al Centro dalla moglie Laura e dai figli Silvia, Gianfranco e Marco Fagiuoli.
Nata dalla collaborazione del Dipartimento Progetto dello CSAC con il Comune di Verona e la Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza e Belluno, l’esposizione presentava 275 progetti architettonici tra bozzetti su carta e cartoncino, lucidi, copie eliografiche, fotografie e maquette, e 37 progetti di allestimenti scenici, costituiti principalmente da lucidi e schizzi su carta.
La disposizione delle opere in mostra seguiva cronologicamente l’evoluzione della progettazione di Fagiuoli, partendo dai primi lavori degli anni 1908-1911, ancora legati agli studi accademici padovani e milanesi, quali Progetto di villa-albergo in stile barocco da erigersi sulle rive di un lago, Progetto di villa da erigersi nella campagna del veronese, Prospetto di villa Serena da erigersi alla periferia di Verona o Villa Cipriani in Borgo Trento a Verona. Il percorso proseguiva con le opere di committenza privata eseguite tra il 1911 e il 1914, come Tomba Wallner al cimitero monumentale di Verona, Villa Rovato in Borgo Trento a Verona o Villa Tedeschi, e con i progetti pubblici della Nuova sede centrale della Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza e Belluno da erigersi in Piazza Erbe, realizzata in collaborazione con l’architetto Greppi, del Campanile del Duomo di Verona e del Palazzo delle Poste e Telegrafi in Verona (1919-1926).
Per gli anni Venti, al fianco di progetti di abitazioni private dal respiro Liberty, quali il Complesso di abitazioni signorili da erigersi per il conte Ludovico Taverna a Roma, Villa Aliotti a Roma, Villa Beghini a Verona, Villa Chizzoni alla Biondella, Villa Rossi a Isola della Scala, Palazzo Giuffrè a Reggio Calabria, erano esposti i progetti di un Padiglione espositivo-fieristico da erigersi in Piazza Cittadella a Verona, delle sistemazioni di piazza Cittadella e dell’area del Teatro Filarmonico e del Museo lapidario Maffeiano di Verona, del Tempio israelitico con ristrutturazione del vecchio ghetto di Verona, di un Albergo da erigersi sull’area denominata Quadro Muselli in Piazza Cittadella a Verona, del completamento della Loggia palladiana del Capitaniato a Vicenza e, infine, del Monumento a Cesare Battisti a Trento.
Nel decennio successivo l’architettura di Fagiuoli si allinea all’arte ufficiale, “dando il massimo valore alla nobiltà della materia e ad un giuoco decorativo delle masse” (Ettore Fagiuoli 1984, p. 99). Tale mutamento si avverte, in mostra, nei progetti di Villa “Girasole” per l’ing. Angelo Invernizzi a Marcellise, dell’Ossario da erigersi a Praga, di una Fontana da erigersi nella piazza della stazione ferroviaria a Bologna, nonché nelle ristrutturazioni della sede universitaria del Bo’ a Padova e del Ginnasio-Liceo “Scipione Maffei”, dove – in chiave moderna – si ispirava allo stile cittadino rinascimentale. La sezione architettonica si chiudeva con la Progettazione per la ricostruzione del Teatro Filarmonico in Verona, che introduceva emblematicamente la parte finale dedicata alla scenografia. Quest’ultima sezione vedeva esposti i progetti per l’allestimento scenico dell’Aida, del Rigoletto, dell’Otello e de La forza del destino di Verdi; della Carmen di Bizet; de Il figliuol prodigo di Ponchielli; del Mefistofele di Boito; del Sansone e Dalila di Saint-Saëns; de Il piccolo Marat e di Isabeau di Mascagni; dei Pagliacci di Leoncavallo; del Carillon magico di Mangiagalli; del Lohengrin, del Parsifal, de I maestri cantori e de La walkiria di Wagner; della Norma di Bellini; della Vestale di Spontini; della Turandot di Puccini; e, per finire, del Guglielmo Tell e de Il barbiere di Siviglia di Rossini.
- Ettore Fagiuoli (1984). Catalogo della mostra (Parma 1984), Quaderni CSAC n. 62, Parma 1984
- Parma, CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione, Fondo Ettore Fagiuoli (https://www.csacparma.it)
Ettore Fagiuoli, Parma, 1984 (Beatrice De Francesco, 2026), in “PER-Pensiero Esibito Radicale”



