Naturale/Virtuale - XVIII Triennale di Milano
La mostra Naturale/Virtuale, presentata alla XVIII Triennale di Milano nel 1992, rappresenta un momento significativo nel panorama culturale italiano, collocandosi all’incrocio tra le nuove tecnologie emergenti e la crescente sensibilità verso il rapporto tra uomo e ambiente. Curata da figure come Gillo Dorfles, Gianfranco Bettetini e Ugo La Pietra, l’esposizione intendeva indagare il confine fluido tra il mondo naturale e quello artificiale, invitando il pubblico a riflettere sulle trasformazioni del vivere quotidiano in un’epoca caratterizzata dalla diffusione di strumenti digitali e dalla crescente attenzione alla sostenibilità ambientale (XVII Triennale 1992).
Il percorso espositivo si sviluppa attraverso installazioni, oggetti e ambienti che stabiliscono un dialogo costante tra natura e tecnologia, spesso mettendo in discussione le percezioni abituali dello spazio domestico. Tra le opere più emblematiche, la Casa Virtuale propone un ambiente domestico arricchito da immagini proiettate ed elementi interattivi, dove il confine tra reale e virtuale diventa sottile e permeabile, suggerendo una nuova concezione dello spazio abitativo come luogo in cui l’esperienza sensoriale si intreccia con la simulazione tecnologica.
È all’interno della sezione dedicata ai “laboratori virtuali”, curata da Fausto Colombo e Maria Grazia Mattei, che emerge tuttavia in maniera centrale il tema della realtà virtuale. Pur limitandosi a pochi esempi, la sezione tenta di delineare e classificare le diverse declinazioni del fenomeno, distinguendole in tre linee di ricerca principali: la simulazione realistica dei comportamenti tramite sistemi interattivi, la creazione di realtà artificiali e le esperienze immersive. Gli artisti presenti sono Michael Naimark, con due installazioni interattive, e i Giovanotti Mondani Meccanici con Silicon Sounds for Dusty Actors, opera sviluppata anch’essa attraverso il Mandala System, mentre la componente immersiva, realizzata tramite visori head-mounted e guanti dati, è affidata a un progetto dell’azienda italiana R&C ELGRA (Lagonigro 2021, pp. 50-51).
Questi lavori evidenziano come la tecnologia, più che semplice mezzo, diventi medium di riflessione sul vivere quotidiano e sul rapporto tra l’uomo e l’ambiente, anticipando questioni che sarebbero poi divenute centrali nelle pratiche artistiche contemporanee.
Il catalogo della mostra e i saggi critici che lo accompagnano offrono ulteriori strumenti di lettura, approfondendo le implicazioni estetiche e sociali del dialogo tra naturale e virtuale. In particolare, le teorie proposte da Marc Augé sui non-luoghi permettono di comprendere alcune installazioni come spazi in cui il visitatore è sospeso tra realtà e virtualità, in un contesto in cui gli oggetti e le immagini creano una nuova dimensione dell’esperienza (Augé 1992). In questo senso, Naturale/Virtuale testimonia la capacità dell’arte di fungere da specchio della società, anticipando interrogativi che sarebbero poi divenuti centrali nei decenni successivi, dalla sostenibilità ambientale alla pervasività della tecnologia nella vita quotidiana (Maldonado 1992). La mostra rappresenta quindi un esempio significativo di come l’esposizione artistica possa trasformarsi in luogo di riflessione critica, sperimentazione e dialogo tra visione estetica e consapevolezza sociale, sottolineando la complessità del rapporto tra natura e virtualità all’interno del nostro tempo.
Augé, Marc (1992). Nonluoghi. Introduzione a una antropologia della surmodernità, Milano 1992.
XVII Triennale. Esposizione Internazionale della XVIII Triennale. La vita tra cose e natura: il progetto e la sfida ambientale, catalogo della mostra (Milano 1992), Milano 1992.
Lagonigro, Paola (2021 . "La realtà virtuale nell’Italia dei primi anni Novanta", piano b, 6, 2021, pp. 41-66.
Maldonado, Thomas (1992). Reale e virtuale, Feltrinelli, Milano 1992.
Naturale/Virtuale - XVIII Triennale di Milano, Milano, 1992 (Andrea Capriolo, 2025), in "PER - Pensiero Esibito Radicale".




