Proposta per un’autoprogettazione
La genesi della mostra Proposta per un’autoprogettazione nasce dall’iniziativa di Enzo Mari, che nell’aprile del 1974 organizzò una mostra-dibattito negli spazi della Galleria Milano di Carla Pellegrini di via Manin 13. L’artista e designer vi presentò una serie di mobili in legno da lui realizzati, accompagnati dai disegni progettuali, resi disponibili al pubblico affinché chiunque potesse costruire autonomamente il proprio “oggetto d’arte” (Mari 1974). L’idea di Mari era duplice: promuovere una riflessione critica sul mondo della produzione industriale e consentire la sperimentazione ludica e collaborativa, smontando al contempo l’aura sacra tradizionalmente attribuita all’opera d’arte. La proposta di autoprogettazione suscitò l’adesione di oltre settanta artisti, riflettendo la volontà di generare un’attività condivisa, basata sulla partecipazione e sull’apprendimento pratico.
Alla mostra parteciparono anche personalità del mondo accademico e critico, come Tommaso Trini, Elvio Fachinelli e Virgilio Vercelloni, quest’ultimo docente presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, che aveva già teorizzato la necessità per il proletariato urbano di poter partecipare idealmente all’autocostruzione della propria abitazione e del proprio vivere quotidiano. Vercelloni pose a Mari una serie di domande critiche riguardanti il rapporto tra materiali, design industriale e contestazione culturale, sollevando questioni economiche e ideologiche relative alla produzione e alla funzionalità dei mobili autocostruiti (Ibidem).
Nel 1975, le note sull’autoprogettazione vennero ripubblicate insieme a testi critici, lettere e recensioni nella mostra Avanguardie e cultura popolare, curata da Giovanni Accame e Carlo Guenzi presso la Galleria d’Arte Moderna di Bologna (Accame 1975, p. III). L’iniziativa indagava le relazioni tra le forme di partecipazione della cultura “colta” e della cultura popolare, enfatizzando come situazioni differenti potessero trovare una comune matrice d’azione attraverso pratiche artistiche partecipative. Lo storico Giulio Carlo Argan, nel suo contributo al catalogo, distinse l’Autoprogettazione dal semplice “fai-da-te”, sottolineando la componente intellettuale e critica del progetto: progettare da sé era, secondo Mari, il “modo migliore per evitare di essere progettati” (Mari in Argan 1974, p. 86).
Mari stesso chiarì che l’Autoprogettazione non mirava all’autorealizzazione fine a sé stessa, ma a un esercizio critico nei confronti della società dei consumi e della produzione industriale. Come evidenziato da una intervista pubblicata su L’Erba Voglio, Mari – in dialogo con lo psichiatra Elvio Fachinelli ‒ sottolineava la “diseconomicità” del progetto e la difficoltà di ottenere oggetti a basso costo di qualità adeguata, spiegando che l’esperimento aveva lo scopo di recuperare competenze e consapevolezza progettuale dimenticate (Fachinelli 1974, p. 32). Secondo Mari e critici come Alessio Fransoni, l’Autoprogettazione favoriva una “consapevolezza di processo” (Fransoni 2019, p. 175), stimolando la partecipazione attiva e la riflessione critica senza necessariamente proporre comportamenti anticommerciali.
Il progetto di Mari, dunque, costituisce un punto di congiunzione tra pratica artistica, impegno critico e riflessione sul design, anticipando idee di partecipazione e progettazione condivisa. L’Autoprogettazione si presenta come un atto di demistificazione culturale, finalizzato a stimolare autonomia, creatività e padronanza del fare, in un contesto industriale e consumistico caratterizzato da standardizzazione e frammentazione del lavoro.
- Argan, Giulio Carlo (1974). "Tanti mobili fatti in casa", L’Espresso, 5 maggio 1974, pp. 86-87.
- Accame, Giovanni (1975): Giovanni Accame, "Cultura come trasformazione", in Avanguardie e cultura popolare (Bologna 1975), s.l, 1975, p. III.
- Fachinelli, Elvio (1974): Elvio Fachinelli, "Anche col legno", L’Erba Voglio, 16, maggio-giugno 1974.
- Fransoni, Alessio (2019). Enzo Mari. O della qualità politica dell’oggetto. 1953 – 1973, Milano 2019.
- Mari, Enzo (1974). Enzo Mari, Proposta per un’autoprogettazione, catalogo della mostra (Milano 1974), Milano 1974.
Proposta per un'autoprogettazione, Milano, 1974, (Andrea Capriolo, 2025), in "PER - Pensiero Esibito Radicale".









