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Utopia e/o rivoluzione

Utopia e/o rivoluzione
Anno
1969
Città
Torino
Regione
Piemonte
Contesto espositivo
Istituzione
Sede espositiva
Università di Torino, Facoltà di Architettura
Promotore
Gruppo U e/o R
Progetto di allestimento
Derossi Pietro, Ceretti Giorgio, Gianmarco Carlo, D’Isola Aimaro, Ferroni Adriana, Tamagno Elena, Derossi Graziella
Tipologia
Esposizioni collettive
Scheda

Dal 25 al 27 aprile 1969, in concomitanza con le celebrazioni della liberazione dell'Italia dal nazifascismo, si tiene presso l'Aula Magna dell'Università degli Studi di Torino la mostra-dibattito Utopia e/o Rivoluzione. L'evento si inserisce nel contesto delle rivolte studentesche del 1968, configurandosi come un laboratorio di idee volto a ridefinire i confini della cultura accademica e artistica in Italia, per assumendo un carattere di interesse di più ampia portata.

Nello specifico, l'iniziativa nasce dall'esigenza, espressa da un gruppo di assistenti della Facoltà di Architettura di Torino, di affrontare le tensioni emergenti nell'ambiente accademico: in particolare il “Gruppo U e/o R” (Pietro Derossi, Giorgio Ceretti, Carlo Gianmarco, Aimaro D'Isola, Adriana Ferroni, Elena Tamagno e Graziella Derossi), che saranno i promotori dell'iniziativa, si propone attraverso la mostra-dibattito di analizzare, e di rifiutare al contempo, la concezione dell'università come ente subordinato alle logiche del mercato edilizio, proponendo un'architettura quale strumento di trasformazione e di integrazione sociale (Dellapiana 2018, p. 6)

L'elenco degli architetti invitati include figure di spicco della cultura architettonica occidentale. Dal Regno Unito, partecipano il gruppo Archigram, Cedric Price, Arthur Quarmby, Theo Crosby e il critico Reyner Banham. Dalla Francia, vi sono Yona Friedman, i gruppi Utopie e Architecture Principe e l'artista situazionista Constant. Dal Giappone, intervengono il gruppo Metabolist e Kenzo Tange. Dall'URSS, partecipa il gruppo NER, che in precedenza aveva già esposto alla Triennale di Milano del 1968. Dagli Stati Uniti, figurano Buckminster Fuller, Michael Webb e David Greene. Non solo architetti, tuttavia: la struttura interdisciplinare dell'evento coinvolge anche personalità della musica, della filosofia e delle arti visive, tra cui Noam Chomsky, James Agee, Max Bense e Oskar Schlemmer.

La mostra Utopia e/o Rivoluzione non è una semplice esposizione di progetti architettonici: piuttosto, si configura come un dispositivo culturale che mira a sovvertire le convenzioni e a creare uno spazio di confronto collettivo. Gli organizzatori intendono rompere con l'idea della mostra come evento elitario e passivo, trasformandola in un luogo di partecipazione attiva, dove studenti, artisti, intellettuali e pubblico possono contribuire alla costruzione di un sapere critico.

Elemento centrale è il dibattito sulla mostra Nuove esperienze creative al di là della pittura, organizzata presso la Settima Biennale d'Arte di San Benedetto del Tronto (luglio 1969), con la partecipazione di Gillo Dorfles, Achille Bonito Oliva, Lamberto Pignotti, Emilio Prini, Germano Celant e Bruno Munari. Il legame con Utopia e/o Rivoluzione emerge dalla volontà di connettere diversi ambiti del pensiero culturale e superare le tradizionali categorie artistiche. Un contributo significativo è dato dalle sette fotografie di Mimmo Jodice, raccolte sotto il titolo Ana/logon. Fotografie di Mimmo Jodice. Queste immagini, intrise di tensione e poetica visiva, propongono una riflessione sul rapporto tra realtà e immaginazione, dialogando con i temi dell’esposizione.

In conclusione, Utopia e/o Rivoluzione rappresenta un momento cruciale nella storia delle esposizioni italiane, incarnando lo spirito del Sessantotto con la sua spinta verso la democratizzazione del sapere e la ricerca di modelli alternativi. Attraverso il suo approccio innovativo e i suoi contenuti radicali, questa mostra diventa un simbolo di lotta e di speranza, un invito a immaginare un futuro diverso, in cui arte, architettura e pensiero critico possano svolgere un ruolo centrale nel cambiamento sociale.

Bibliografia

- Navone, Paola e Bruno Orlandoni (1974). Architettura “Radicale”, Milano 1974, pp. 169-170.

- Radicals: architettura e design 1960-75, a cura di Gianni Pettena, Venezia - Firenze 1996.

- Dellapiana, Elena (2018). "'Architettura e/o Rivoluzione' up at the Castle. A Self-Convened Conference in Turin (April, 25-27, 1969)", in Histories of postwar architecture, 2, 2018, pp. 1-16.

- Charutonidou, Marianna (2021). The 1968 effects and civic responsibility in architecture and urban planning in the USA and Italy: Challenging ‘nuova dimensione’ and ‘urban renewal’, in Urban, planning and trasport research, 9, 1, 2021, pp. 549–578.

Scheda a cura di
Andrea Capriolo
Come citare la scheda

Utopia e/o rivoluzione, Torino, 1969 (Andrea Capriolo, 2025), in "PER - Pensiero Esibito Radicale"

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