Esposizione internazionale di Belle Arti
In parallelo a Torino e Firenze per il primo cinquantennio del Regno d’Italia, a Roma si tenne la grande Esposizione internazionale di Belle Arti durante la quale fu organizzato anche un Concorso di architettura con annessa mostra dei progetti (Guida ufficiale 1911) e una Esposizione regionale ed etnografica.
Il nuovo Palazzo delle Belle Arti, progettato da Cesare Bazzani a Valle Giulia, era stato costruito per l’occasione, completato da padiglioni nazionali costruiti nelle vicinanze dove, oltre alla pittura e scultura, si alternavano nelle diverse sale i disegni dei più importanti architetti europei, fra i quali Josef Hoffmann, Otto Wagner, Max Fabiani, Hendrik Petrus Berlage, Thomas Graham Jackson, Edwin Landseer Lutyens. L’architettura italiana, rappresentata da 65 espositori con più di 160 progetti occupava quattro sale, delle quali una era dedicata ai progetti di monumenti e edifici pubblici e un’altra ai lavori prodotti dall’Associazione artistica fra i cultori d’Architettura in Roma (L’Associazione artistica 2021).
Fra le opere esposte, oltre a quelle già presentate in forma di modello a Milano, ci furono i nuovi edifici universitari di Roma di Gustavo Giovannoni, Giuseppe Botto, Enrico Bovio, Giovan Battista Milani e Domenico Ruggeri oltre a diversi progetti ancora di Giovannoni, Basile, Milani e, fra gli altri, di Gino Coppedè, Guido Cirilli, Edoardo Collamarini, Giuseppe Sommaruga, Cesara Nava, Marcello Piacentini e Giuseppe Quaroni (Calza 1911).
L’area di Piazza d’Armi ospitava la Mostra regionale ed etnografica (Guida ufficiale 1911, pp. 92-181), un grande ed effimero parco tematico costruito al fine di celebrare l’unità della nazione attraverso i caratteri storici, artistici ed etnografici delle diverse regioni. L’esposizione era organizzata in due nuclei: il principale era quello dei quattordici padiglioni regionali, che dovevano essere rappresentativi dei modelli di maggior bellezza di quei territori, tra cui la Zisa di Ernesto Basile nel padiglione siciliano; Edoardo Collamarini in quello dell’Emilia-Romagna; la ricostruzione della Loggia di Candia e della Torre dell’orologio di piazza San Marco di Max Ongaro per il Veneto. Nel nucleo dei gruppi etnografici, furono ricostruite abitazioni tipiche, laboratori artigianali e ambienti caratteristici come un nuraghe, i trulli di Alberobello, una chiesetta valdostana e la capanna di Garibaldi nella pineta di Ravenna (Catalogo della mostra 1911).
Ancora nella zona di piazza d’Armi furono costruiti gli edifici che parteciparono al Concorso nazionale di Architettura, organizzato al fine di “chiamare gli architetti e i costruttori italiani a dare esempio di ciò che, per le esigenze e le abitudini della popolazione, debba essere in Roma la casa moderna” (Guida ufficiale 1911, p. 187). La particolarità di questo concorso fu che non vennero presentati progetti, ma edifici reali divisi in tre categorie: case signorili o villini, case d’affitto e alloggi popolari. La partecipazione fu però scarsa e il concorso si rivelò un evento secondario sia nell’ambito dell’Esposizione, sia nel dibattito sulla casa moderna (Valeriani 1980).
- Calza, Arturo (1911). L’Esposizione Etnografica e l’Esposizione regionale a Roma, in Le esposizioni del 1911. Roma-Torino-Firenze, a cura di Guido Treves, 2, dicembre, pp. 17-19
- Catalogo della mostra (1911). Catalogo della mostra di etnografia italiana in piazza d’armi, Bergamo
- Guida ufficiale (1911). Guida ufficiale delle Esposizioni di Roma. Internazionale di Belle Arti. Regionale ed etnografica. Archeologica. D’Arte retrospettiva. Del Risorgimento. Del cinquantenario, Roma
- Valeriani, Enrico (1980). Il concorso nazionale di architettura, in Roma 1911, a cura di Gianna Piantoni, catalogo della mostra (Roma, 1980), Roma, pp. 305-325
- L’Associazione artistica (2021). L’Associazione artistica fra i cultori di architettura in Roma 1890-1930, a cura di Marina Docci e Maria Grazia Turco, Bollettino del Centro di studi per la storia dell’architettura, nuova serie, n. 5, pp. 201-217
Esposizione internazionale di Belle Arti, Roma, 1911 (Vittorio Foramitti, 2026), in “PER-Pensiero Esibito Radicale”



