I Biennale delle arti decorative
La I Biennale delle arti decorative di Monza, inaugurata nel maggio del 1923 presso la Villa Reale, rappresenta uno dei momenti fondativi della cultura artistica e architettonica italiana del Novecento. Promossa dalla Società Umanitaria di Milano e dalla neonata ISIA – Istituto Superiore per le Industrie Artistiche, la mostra intendeva dare forma a un progetto educativo, estetico e civile: ridefinire l’identità delle arti decorative italiane nel solco della modernità e in sintonia con le esigenze produttive e sociali del nuovo secolo.
All’interno di questo disegno, l'architettura assume un ruolo determinante, non tanto come disciplina autonoma, quanto come perno capace di unificare le arti applicate e di conferire loro un ordine, una scala, nonché una funzione. L'impostazione dell'esposizione è infatti fondata sul principio del'unità delle arti, ispirato ai modelli delle Werkbund tedesche e all'esperienza del Bauhaus. L'obiettivo non era solo mostrare oggetti belli, ma proporre ambienti totali, coerenti nella forma e nell'uso, destinati a una riforma del gusto e della vita quotidiana.
Il successo della Biennale fu anche dovuto alla qualità degli allestimenti. Figure come Gio Ponti, Giuseppe Pagano, Guido Andloviz, Piero Portaluppi, Mario Sironi e Guido Marangoni furono coinvolte nella progettazione di spazi espositivi e arredi, stabilendo un nesso forte tra progetto e produzione. In tale contesto, l'architettura non era trattata come sfondo neutro, ma come linguaggio capace di dare forma a un'estetica moderna, razionale, sobria e legata all'identità nazionale. Le sale non si limitavano a esporre oggetti, ma costruivano una nuova idea di abitare, fortemente legata alla cultura industriale.
Un ruolo particolare ebbe Antonio Maraini, scultore, critico e organizzatore, che curò la Sezione toscana ottenendo un premio per la scultura e per l’ordinamento. Maraini concepì l'esposizione non come una somma di opere, ma come un "insieme architettonico" in cui le arti dialogavano tra loro. Questa visione troverà piena maturazione nelle sue future esperienze alla Biennale di Venezia, dove rivendicherà sempre la centralità dell’architettura come "arte che tutte le riassume".
Dal punto di vista ideologico, la Biennale monzese del 1923 si colloca in un momento di transizione tra la cultura riformista dell'inizio secolo e l'emergente consenso fascista. Sebbene l'influenza del regime non sia ancora esplicita, il progetto dell'ISIA e della Biennale si inserisce in quella tensione tutta italiana tra tradizione e modernità, tra classicismo e razionalismo. Non è un caso che nei documenti dell'epoca emerga l'idea di una "modernità nazionale", capace di innovare senza spezzare i legami con il passato. In questa chiave, l'architettura diventa il dispositivo simbolico più potente per rappresentare un'identità nuova, fondata sull’'ordine, la funzionalità e l'eleganza delle forme.
La mostra inaugurò un ciclo di esposizioni biennali (1923, 1925, 1927, 1930), che confluiranno nella V Triennale di Milano del 1933, dopo il definitivo trasferimento della manifestazione dalla Villa Reale al Palazzo dell'Arte progettato da Giovanni Muzio. In questo passaggio, la mostra evolve da evento decorativo a vero e proprio osservatorio delle avanguardie architettoniche italiane e internazionali, assumendo un ruolo chiave nella diffusione del razionalismo.
La Prima Biennale di Monza rimane però il punto d’origine: un laboratorio in cui si affermano molti dei temi che domineranno la cultura architettonica italiana dell'età fascista, dal rapporto tra arte e industria al mito della "casa nuova", fino alla costruzione di una grammatica nazionale della modernità. Fu un esperimento colto e ambizioso, sostenuto da istituzioni illuminate, che tentò di coniugare etica ed estetica in un progetto riformatore del vivere.
Sileno Salvagnini, Il sistema delle arti in Italia 1919-1943, Bologna 2000.
Carlo Carrà, L'arte decorativa contemporanea alla prima Biennale internazionale di Monza, Milano 1923.
CONSORZIO AUTONOMO MILANO MONZA 1923: Consorzio autonomo Milano Monza Umanitaria, Prima mostra biennale internazionale delle arti decorative: Villa Reale di Monza, maggio-ottobre 1923, Bergamo 1923.
AGOSTINONE 1923: Emidio Agostinone, "La prima 'Biennale' delle arti decorative", in Emporium: rivista mensile illustrata d'arte, letteratura, scienze e varietà, 57, 337, gennaio 1923, p. 20-32.
I Biennale delle arti decorative, Monza, 1923 (Andrea Capriolo, 2025), in "PER - Pensiero Esibito Radicale".








