I Biennale Internazionale di Architettura di Venezia – La presenza del passato
Concepita e curata da Paolo Portoghesi, la prima edizione della Biennale Internazionale di Architettura di Venezia – intitolata La Presenza del Passato – si svolse dal 27 luglio al 20 ottobre 1980 presso le Corderie dell'Arsenale, allora per la prima volta riaperte al pubblico dopo decenni di abbandono. La mostra segnò una svolta decisiva per la cultura architettonica italiana e internazionale: fu non solo l'inizio istituzionale della Biennale di Architettura come rassegna autonoma, ma anche il manifesto visivo e ideologico del postmodernismo architettonico.
Portoghesi apriva il catalogo con un'affermazione programmatica: "La strada verso il futuro passa attraverso la riscoperta del passato. (...) La storia non è un fardello, ma una riserva di possibilità." (STRADA NOVISSIMA 1980, p. 9-11).
Questa impostazione rivelava la volontà di scardinare l'egemonia del Razionalismo novecentesco e proporre un'alternativa pluralista, fondata sulla riappropriazione selettiva e critica della memoria storica.
Elemento centrale della mostra fu la celebre Strada Novissima, un'installazione monumentale lunga 70 metri, composta da 20 facciate a grandezza naturale, una per ciascun architetto invitato. Questi "prospetti" formavano una strada immaginaria, percorribile dal visitatore, in cui ogni facciata incarnava un'interpretazione personale e postmoderna del concetto di architettura. All'interno di ciascun modulo era infine ospitata una mostra monografica dedicata all'autore.
Tra i partecipanti figuravano alcuni tra i più influenti architetti dell'epoca, come Robert Venturi & Denise Scott Brown, Frank Gehry, Michael Graves, Hans Hollein, Arata Isozaki, Charles Moore, Ricardo Bofill, Rem Koolhaas, Franco Purini & Laura Thermes, Massimo Scolari, Léon Krier, e altri. Ciascuno portava un linguaggio progettuale specifico, ma tutti si riconoscevano in una comune volontà di recupero della complessità, dell'ambiguità e della narrazione come antidoti alla neutralità modernista (MICHELI, SZACKA 2025).
Come dichiarava Portoghesi nel testo introduttivo, lo scopo non era proporre uno "stile postmoderno" unitario, bensì dar voce a una molteplicità di ricerche accomunate dalla volontà di "recuperare il dialogo con la città, con il pubblico, con la storia" (STRADA NOVISSIMA 1980, p. 11. La mostra era anche un esperimento espositivo senza precedenti: non una semplice rassegna di modelli e tavole, ma un'architettura costruita per essere attraversata, fotografata, vissuta – un'architettura che si faceva spettacolo e discorso.
Accanto alla Strada Novissima, la mostra includeva altre tre sezioni:
- Tre omaggi a Philip Johnson, Ignazio Gardella e Mario Ridolfi.
- Una rassegna di 73 giovani architetti internazionali, presentati attraverso modelli e disegni.
- Una retrospettiva su Ernesto Basile, che anticipava molti temi del Postmoderno.
In dialogo con la mostra, vennero inoltre realizzati due dispositivi simbolici: il Teatro del Mondo, una costruzione galleggiante progettata da Aldo Rossi e ormeggiata nel Bacino di San Marco, e il Critics’ Corner ideato da Charles Jencks, pensato come spazio critico permanente all'interno della Strada.
Criticata da alcuni come eccessivamente scenografica o populista, La Presenza del Passato ebbe tuttavia un impatto straordinario. Essa istituzionalizzò il Postmodernismo architettonico, fino ad allora diffuso in modo frammentario tra Stati Uniti ed Europa, e contribuì in maniera decisiva a ridefinire il concetto stesso di mostra di architettura: da documento a dispositivo discorsivo, immersivo e performativo.
Il catalogo stesso, pubblicato da Electa, rifletteva questa ambizione. Strutturato come un'opera polifonica, conteneva contributi di architetti, storici, filosofi e critici, e si concludeva con un'intervista a Portoghesi che esplicitava i presupposti teorici dell'iniziativa.
La Presenza del Passato rimane ancora oggi un punto di riferimento imprescindibile per comprendere non solo la stagione postmoderna, ma anche la transizione dell’architettura verso forme di comunicazione pubblica, tra linguaggi plurali, immaginari storici e media visivi.
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Immagini
Fig. 1: Strada Novissima, I Biennale Internazionale di Architettura di Venezia – La presenza del passato
Fig1 2: Strada Novissima, installazioni di Venturi, Krier e Kleihuse, I Biennale Internazionale di Architettura di Venezia – La presenza del passato
Fig. 3: La Strada Novissima, facciate di Koolhaas e Portoghesi, I Biennale Internazionale di Architettura di Venezia – La presenza del passato, Venezia, 1980
Fig. 4: Copertina del catalogo I Biennale Internazionale di Architettura di Venezia – La presenza del passato, Venezia, 1980
STRADA NOVISSIMA 1980: La Strada Novissima: Prima Mostra Internazionale di Architettura, catalogo della mostra (Venezia 1980), a cura di Paolo Portoghesi, Venezia, La Biennale di Venezia, 1980.
MICHELI, SZACKA 2025: Silvia Micheli, Léa-Catherine Szacka, Il progetto postmoderno di Paolo Portoghesi in mostra, in Mostrare l’architettura. Storie, progetti, innovazioni, dall’Unità d’Italia a oggi, a cura di Andrea Capriolo e Veronica Locatelli, Milano, 2025.
I Biennale Internazionale di Architettura di Venezia – La presenza del passato, Venezia, 1980 (Andrea Capriolo, 2025), in "PER - Pensiero Esibito Radicale"











