Il design italiano negli anni ’50
Il design italiano negli anni ’50 è il titolo della grande mostra che il 26 settembre 1977 viene inaugurata nella sede espositiva del Centrokappa di Noviglio, negli spazi annessi alla sede della Kartell. L’esposizione è organizzata dal collettivo Centrokappa ed è coordinata da Andrea Branzi, Valerio Castelli, Manuela Cifarelli e Paola Navone.
Si tratta della seconda iniziativa culturale realizzata dal collettivo e ha l’obbiettivo, esplicitamente dichiarato, di indagare e restituire nella sua complessità quel particolare e composito momento storico in cui il design italiano ha cominciato a prendere compiutamente forma (Centrokappa 1985). Il progetto espositivo prende le mosse da un’attenta analisi storica dal contesto culturale e produttivo italiano attraverso un puntuale lavoro di ricognizione che coinvolge aziende produttrici e designer; l’esposizione però non vuole essere, e non va quindi considerata, un racconto ordinato – una semplice vetrina per designer, prodotti e aziende – quanto piuttosto il tentativo di andare all’origine di quel percorso che ha determinato dal punto di vista sociale, economico e produttivo il successo di un fenomeno sempre più popolare e caratteristico capace di imporre, nel volgere di pochi anni, il Made in Italy nel mondo.
La mostra presenta in contemporanea momenti di ricerca ed esiti progettuali tra loro differenti ma capaci di costruire nel loro insieme una sorta di "prima elencazione" delle caratteristiche di quegli anni: nascita di un’industria dei consumi e sviluppo di produzioni popolari, presenza della grande industria nella formazione di un dibattito culturale sul ruolo sociale della produzione, nascita del design italiano e milanese, stretto collegamento tra architettura, arredamento e design, sviluppo del tema sociale dell’arredamento, uso di nuovi materiali, rapporto del design con le arti figurative, nuovi modelli di vita e nuovi modi di abitare.
Dal punto di vista espositivo la mostra si articola al piano terra e al primo piano del grande salone centrale del Centrokappa ed è organizzata in sei diversi settori appositamente ordinati: disegno industriale, grafica, oggetti, tessuti e moda, arredamento e ricostruzione di ambienti.
In particolare, lo spazio centrale al piano terra – concluso in alto dal grande Concetto spaziale realizzato nel 1951 da Lucio Fontana per IX Triennale di Milano e appositamente ricostruito – è riservato al disegno industriale mentre le sale che si aprono agli angoli sono riservate a tutti gli altri settori.
Al primo piano dello spazio espositivo sono invece riproposti e appositamente ricostruiti cinque ambienti, scelti tra le proposte più significative legate al tema dello sviluppo sociale dell’arredamento formulate negli anni Cinquanta: Cucina di un appartamento per due persone di Alberto Rosselli ed Elementi di un appartamento (Camera per due ragazzi; soggiorno-pranzo, terrazza) con speciali applicazioni di "Gommapiuma" di Marco Zanuso (IX Triennale di Milano, 1951); Alloggio I.C.P.M. - Ina Casa di Vittorio Gregotti, Lodovico Meneghetti e Giotto Stoppino e la Finestra arredata per abitazione uniambientale di Gio Ponti (X Triennale di Milano del 1954) e infine il progetto dello spazio abitativo Colori e forme nella casa d’oggi ideato da Achille e Piergiacomo Castiglioni e realizzato nel 1957 nell’ambito dell’allestimento degli ambienti della villa Olmo a Como.
Superato il vestibolo di ingresso, il visitatore ha la possibilità di muoversi in totale autonomia; la scelta espositiva dei curatori, organizzata entro i limiti dettati da ciascuna delle sezioni, non costringe infatti a seguire un percorso obbligato ma lo invita ad un’esperienza quasi immersiva nel mondo del progetto industriale presentato nella sua “simultaneità”. Oggetti, piccoli e grandi che è possibile osservare da vicino, quasi a poterli toccare, e allo stesso tempo cogliere in simultanea, da molteplici prospettive e punti di vista, così da restituire visivamente proprio quella unitarietà che tiene insieme momenti di ricerca diversi: "un caleidoscopio di forme ed un concentrato di problemi".
Quello messo a punto dal Centrokappa è certamente un programma ambizioso, un impegno prima di tutto culturale e politico, che il collettivo porta avanti affiancando all’esposizione anche un convegno (Il Design e le sue prospettive disciplinari). Il valore della mostra, così come emerge anche dai diversi articoli che compaiono su quotidiani e periodici, travalica quello storico-artistico della selezione e dell’esposizione in sé, che se pur ricca e variegata è certamente parziale; piuttosto il merito sta nell’aver aperto e alimentato un dibattito intorno ad un tema, quello del progetto industriale, e del suo ruolo nella società contemporanea, rappresentando il primo importante riesame critico di quella entusiasmante stagione, una solida base su cui fondare il design contemporaneo.
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Immagini
Fig. 1: Il Design italiano negli anni ’50, veduta del salone centrale, Milano 1977. Foto Valerio Castelli, collezione privata Milano
- Il design italiano negli anni ’50 (1977). Il design italiano negli anni '50. Guida alla mostra, Milano
- Il design e le sue prospettive disciplinari (1977). Il design e le sue prospettive disciplinari, atti del convegno organizzato nell’ambito della mostra Il design italiano negli anni ‘50 (Milano 26 settembre - 30 ottobre 1977), a cura di Centrokappa, Milano
- "Il design italiano negli anni ’50" (1977). "Il design italiano negli anni ’50", Ottagono, 47, dicembre, pp. 64-69
- La Pietra, Ugo (1978). "Il design italiano degli anni ’50", Domus, 578, gennaio, pp. 31-41
- Il Design italiano degli anni ’50 (1985). Il Design italiano degli anni ’50, a cura di Centrokappa, Milano
- Iannello, Matteo (2024). "Il Centrokappa e la mostra il design italiano negli anni 50", Opus incertum, numero monografico “Mostre: arti, design, architettura 1951-1992”, X, pp. 134-145
- Milano, Archivio Centrokappa
- Milano, Archivio privato
- Noviglio, Museo Kartell
Il design italiano negli anni ’50, Noviglio, 1977 (Matteo Iannello, 2025), in "PER - Pensiero Esibito Radicale"












