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La Neomerce. Il design dell’invenzione e dell’estasi artificiale

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Anno
1985
Città
Milano
Regione
Lombardia
Contesto espositivo
Istituzione
Sede espositiva
Palazzo dell’arte
Promotore
Ente Esposizione Triennale
Tipologia
Esposizioni collettive
Scheda

Nel 1985, all’interno della XVII Triennale di Milano, Denis Santachiara curò una mostra che avrebbe segnato un punto di svolta nel panorama del design italiano e internazionale: La Neomerce. Il design dell’invenzione e dell'estasi artificiale (LA NEOMERCE 1985). La mostra si colloca in un momento storico in cui il design stava vivendo una trasformazione profonda, passando da una funzione puramente pratica a una dimensione più concettuale e sperimentale. Santachiara proponeva una riflessione sul ruolo del designer non più solo come creatore di oggetti utili, ma come inventore capace di generare emozioni, stimolare riflessioni e ridefinire la percezione stessa degli oggetti di uso quotidiano (MANZINI 1986).

Il termine “Neomerce”, coniato dal curatore, fonde la nozione di “nuovo” con quella di “merce” per suggerire l’idea di oggetti che superano la loro funzione tradizionale per diventare portatori di significato, veicoli di immaginazione e provocazione estetica (LA NEOMERCE 1985). Gli oggetti esposti nella mostra sfidavano le convenzioni del design contemporaneo, proponendo forme inattese e materiali inusuali, spesso ispirati all’estetica del futurismo e della fantascienza. La loro esistenza non era dettata dall’utilità immediata, ma dalla capacità di stupire, sorprendere e stimolare l'interazione tra pubblico e oggetto. Ogni elemento diventava così una sorta di performance, in cui la forma comunicava idee e concetti, trasformando l’oggetto in una sorta di opera d’arte funzionale (BRIATORE 2002).

L’allestimento stesso della mostra contribuiva a creare un’esperienza immersiva e teatrale: luci, colori e materiali erano calibrati per enfatizzare la dimensione surreale e artificiale degli oggetti, invitando i visitatori a esplorarli con attenzione e curiosità, quasi a stimolare un dialogo personale tra spettatore e opera (LA NEOMERCE 1985). L'uso dello spazio e della scenografia accentuava la sensazione di trovarsi in un ambiente sospeso tra realtà e immaginazione, dove il confine tra arte e design diventava volutamente sfumato.

La Neomerce non rappresentava solo un esercizio estetico, ma una provocazione intellettuale (MANZINI 1986). La mostra anticipava molte delle tendenze che avrebbero caratterizzato il design contemporaneo, ponendo l’accento sull’importanza della creatività, della riflessione critica e dell’interazione emotiva tra oggetto e fruitore. Essa invitava i designer a superare i limiti della funzionalità, a considerare l’oggetto come veicolo di concetti e a ridefinire il rapporto tra progettista, opera e società. In questo senso, l'esposizione di Santachiara si colloca come una delle esperienze più innovative della Triennale degli anni Ottanta, capace di influenzare non solo il panorama italiano, ma anche le ricerche internazionali sul design concettuale (TRIENNALE MILANO).

Il lascito de La Neomerce è duplice: da un lato, la mostra ha confermato l’importanza di Milano come laboratorio culturale e centro di sperimentazione del design; dall’altro, ha aperto la strada a una visione del design come pratica creativa e concettuale, in cui l'oggetto si trasforma in strumento di narrazione, emozione e riflessione critica (BRIATORE 2002).

Bibliografia

LA NEOMERCE 1985: La Neomerce. Il design dell’invenzione e dell’estasi artificiale, catalogo della mostra (Milano 1985), a cura di Denis Santachiara, Milano 1985.

MANZINI 1986: Ezio Manzini, La Materia dell’invenzione, Milano 1986.

BRIATORE 2002: Virginio Briatore, Denis Santachiara. Design e invenzione Milano 2002.

TRIENNALE MILANO: La Neomerce. Il design dell’invenzione e dell’estasi artificiale, Triennale Milano, https://triennale.org/magazine/tradizione-nuovo-stati-invenzione

Scheda a cura di
Andrea Capriolo
Come citare la scheda

La Neomerce. Il design dell’invenzione e dell’estasi artificiale, Milano, 1985 (Andrea Capriolo, 2025), in "PER - Pensiero Esibito Radicale".

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