PER
Progetti
MENU

Mostra dell’Architettura, IV Esposizione Triennale Internazionale delle Arti decorative e industriali moderne

Mostra dell’Architettura, IV Esposizione Triennale Internazionale delle Arti decorative e industriali moderne
Anno
1930
Città
Monza
Regione
Lombardia
Contesto espositivo
Istituzione
Sede espositiva
Villa Reale
Promotore
Consorzio Milano-Monza Umanitaria
Progetto di allestimento
Luigi Maria Caneva ed Enrico Agostino Griffini (Galleria dell’architettura)
Tipologia
Esposizioni periodiche
Scheda

L’architettura e la sua esposizione rivestono un ruolo privilegiato durante la IV Esposizione Triennale Internazionale delle Arti decorative e industriali moderne, l’ultima a tenersi presso la Villa Reale di Monza tra maggio e ottobre 1930. In particolare, sono due le modalità in cui il progetto architettonico viene presentato al pubblico della rassegna: una di stampo più tradizionale, presso la sala 15 del primo piano nobile, dove nella Galleria dell’architettura sono esposti a parete progetti di vari architetti italiani; e una, classificata in catalogo sotto l’evocativo nome “Architettura eseguita”, ispirata alla recente modalità espositiva sperimentata con la costruzione del quartiere sperimentale Weissenhof a Stoccarda, promosso dal Deutscher Werkbund in occasione dell’esposizione del 1927.

Al fine di agevolare l’esperienza conoscitiva del visitatore, i due ordinatori, Luigi Maria Caneva ed Enrico Agostino Griffini, decisero di impostare la Galleria dell’architettura secondo una linea tematica, chiedendo ai progettisti invitati di elaborare il tema di una "villa moderna per l’abitazione di una famiglia, escludendo gli estremi della villetta economica e della villa sontuosa, libere, entro ragionevoli limiti, l’ampiezza e la destinazione (cittadina, in montagna, al mare, ecc." (Caneva, Griffini 1930, p. 82). L’esposizione dei progetti era tradotta anche in un volume a stampa, considerato un’appendice atta a perpetrare le ricerche esposte nella Galleria. Alla selezione dei progetti sovrintendono Alberto Calza-Bini, Pietro Betta, Enrico Griffini e Marcello Piacentini.

Il lungo corridoio in cui si dislocava la Galleria dell’architettura era cieco, collocandosi tra due ali di stanze disposte sul lato ovest della Villa. Questa caratteristica imponeva l’uso di luci artificiali, risolte attraverso lampade a soffitto di forma squadrata e collocate a cadenza regolare nel punto di volta dell’ambiente. Su ogni parete, una lunga fila di teche rettangolari dal profilo nero e numerate progressivamente da uno a trentasei accoglieva materiali di progetto eterogenei, come disegni, piante, schizzi.

La folta schiera degli autori selezionati rappresentava le differenti anime della progettazione architettonica italiana di quegli anni, contribuendo non solo a diffondere un’idea corale dell’impostazione progettuale soprattutto se applicata a un tema dirimente come la casa borghese, ma anche la volontà di mettere a confronto generazioni e stili variegati: dalle raffinate soluzioni di Emilio Lancia e Gio Ponti all’eclettismo di Piero Portaluppi, dalla rigorosa proposta di Franco Albini e Giancarlo Palanti alle composizioni misurate di Bruno Lapadula e Guido Frette, dallo stile “marino” di Gustavo Pulitzer (“Uno dei 36 progetti” 1930, p. 15) alla villa di montagna di Tommaso Buzzi (“Progetto per una villa” 1930).

Come mettevano a fuoco Caneva e Griffini, la varietà delle proposte non risolveva le "particolari difficoltà [che] intervengono nella presentazione degli elaborati architettonici" attraverso elaborati visivi, come progetti e fotografie, i quali non sono "atti, esposti in sale, a suscitare nel pubblico quell’interessamento materiale che può avviarlo ad una valutazione comprensiva di quest’arte: essi mal si prestano, poi, per dimensioni e soggetti disparati ad una esposizione seducente e raccolta" (Caneva, Griffini 1930, p. 81).

Nel giardino, per questo motivo, vengono costruite delle vere e proprie abitazioni: la casa per le vacanze “Domus Nova” di Ponti e Lancia realizzata per La Rinascente e la società De Angeli Frua; la Casa Elettrica di Luigi Figini, Guido Frette, Adalberto Libera, Gino Pollini e Piero Bottoni, su commissione della società Edison; la Casa del Dopolavorista su progetto di Luisa Lovarini e costruita a cura dell’Opera Nazionale Dopolavoro.

-

Immagini

Fig. 1: Galleria dell'architettura, sala 15, Mostra dell'Architettura, IV Esposizione Triennale Internazionale delle Arti decorative e industriali moderne, Monza, 1930

Bibliografia

- Caneva, Luigi Maria, Griffini, Enrico Agostino (1930). Galleria dell’architettura, in Catalogo ufficiale della IV Esposizione Triennale Internazionale delle Arti decorative e industriali moderne, catalogo della rassegna (Monza 1930), Milano

- “La ‘casa delle vacanze’ alla Triennale di Monza” (1930). Domus, settembre, pp. 19-25

- “Progetto per una villa in montagna. Arch. Tommaso Buzzi” (1930). Domus, settembre, pp. 14-17

- “Uno dei 36 progetti di architetti italiani espositi a Monza” (1930). Domus, agosto, pp. 15-19

Fonti archivistiche

- Milano, Archivio della Triennale di Milano (https://archivi.triennale.org)

Scheda a cura di
Veronica Locatelli (2025)
Come citare la scheda

Mostra dell’Architettura, Monza, 1930 (Veronica Locatelli, 2025), in “PER-Pensiero Esibito Radicale”.

logo unione europea
logo unione europea
logo unione europea
logo unione europea