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Mostra del Gruppo 7, Terza Mostra Internazionale delle Arti Decorative

Mostra del Gruppo 7, Terza Mostra Internazionale delle Arti Decorative
Anno
1927
Città
Monza
Regione
Lombardia
Contesto espositivo
Istituzione
Sede espositiva
Villa Reale
Promotore
Consorzio Milano-Monza Umanitaria
Progetto di allestimento
Gruppo 7
Tipologia
Esposizioni periodiche
Scheda

Nella sala 97, collocata al secondo piano dell’ala destra della Villa Reale di Monza, era allestita la Mostra del Gruppo 7 (architetti Ubaldo Castagnoli, Luigi Figini, Guido Frette, Sebastiano Larco, Gino Pollini, Carlo Enrico Rava e Giuseppe Terragni), in occasione della Terza Mostra Internazionale delle Arti Decorative, inaugurata il 31 maggio e conclusasi il 16 ottobre 1927. Modelli, disegni e portfoli fotografici presentavano i progetti selezionati per l’esposizione, che spaziavano dalle unità abitative, come la Casa del Dopolavoro proposta da Figini e Pollini, a edifici destinati alle più disparate attività lavorative: gli stessi autori esponevano un modello in gesso e vetro e quattro disegni per illustrare il progetto di un garage; Rava e Larco proponevano la sede di un giornale (modello in gesso e vetro e otto disegni) e un palazzo per uffici (modello in gesso e quattro disegni); Terragni presentava un’officina per la produzione del gas e una fonderia di tubi, ognuna illustrata attraverso un modello in gesso e tre disegni (Catalogo ufficiale 1927, pp. 69-70). Come avrebbe appuntato Bruno Zevi, l’officina del gas di Terragni esprimeva "un gusto futurista filtrato dall’esperienza sovietica […] tra indirizzi neoplastici e costruttivistici" (Zevi 1977, p. 188).

Come sottolineano i commentatori dell’epoca e in particolare Roberto Papini, "i soliti timorati di Dio e della tradizione saranno scandalizzati da tanto modernismo, che è finora troppo prossimo parente di quanto si teorizza e si opera al di là delle Alpi. […] Finora diamo loro volentieri credito e fiducia, perché riconosciamo in loro degli arcaici e non dei decadenti. Certo è che di simili manifestazioni di architettura, piene di fermenti per l’avvenire, non esisteva esempio nella prima Biennale del 1923; è già molto che quattr’anni dopo si possa constatare il contrario" (Papini 1927, p. 16). Dalla sua cronaca emerge anche il "sorgere di architetti giovani che s’affermano con spirito veramente moderno" tra cui Giuseppe Gyra e Umberto Cuzzi, friulani emigrati a Torino, i cui progetti nella sezione piemontese lasciano intravedere dei rimandi all’architettura moderna di Annibale Rigotti.

Questa spinta verso un aggiornamento delle forme architettoniche era rimarcata anche nelle sale 83 e 84 del secondo piano, ordinate da Giandante X e dedicate rispettivamente alla Comunità dei Cultori delle Arti e al Nucleo Architetti, Scultori e Pittori sul modello di quanto già proposto in occasione dell’esposizione monzese del 1923 (cfr. relativa scheda), ma riprendendo anche i canoni espositivi della museologia coeva.

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Immagini

Fig. 1: Sala del Gruppo 7, in Papini 1927, p. 14

Fig. 2: Sala della Comunità dei Cultori delle Arti, in Catalogo ufficiale 1927, tav. 33

Fig. 3: Pianta del secondo piano della Villa Reale, Monza 1927, in Catalogo ufficiale 1927, p. XX

Bibliografia

- Catalogo ufficiale (1927). Catalogo ufficiale della Terza Mostra Internazionale delle Arti Decorative, catalogo della rassegna (Monza 1927), Milano

- Papini, Roberto (1927). “Le arti a Monza nel 1927: gli italiani”, Emporium, LXVI, 391, luglio, pp. 14-32

- Zevi, Bruno (1977). Storia dell’architettura moderna, Torino

- Pansera, Anty (1978). Storia e cronaca della Triennale, Milano

Fonti archivistiche

- Milano, Archivio della Triennale di Milano (https://archivi.triennale.org)

Scheda a cura di
Veronica Locatelli (2025)
Come citare la scheda

Mostra del Gruppo 7, Monza, 1927 (Veronica Locatelli, 2025), in “PER-Pensiero Esibito Radicale”

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