Ritratto di un’idea: arte e architettura nel Fascismo
La mostra Ritratto di un’idea: arte e architettura nel Fascismo (11 maggio - 22 settembre 2002), curata da Rossana Bossaglia con la collaborazione del comitato scientifico composto da Paola Lodola, Estemio Serri e Umberto Zampini, si tenne a Roma negli spazi di Palazzo Valentini e delle Piccole terme traianee. L’occasione faceva parte di un ciclo di mostre dedicate ai regimi totalitari che era stato avviato nel 1999 con un’esposizione sull’arte sovietica. La riflessione sul rapporto tra arti figurative e politiche fasciste apparve particolarmente significativa per il contesto italiano, e mirò ad approfondire le fasi e le caratteristiche di questo fenomeno culturale. Data l’ampiezza dei termini cronologici e dell’argomento, si decise di focalizzare l’attenzione sulla committenza pubblica come espressione diretta di una precisa ideologia. Il principio ordinatore era quello di una “classe dominante” detentrice dell’impulso artistico. Nonostante il controllo sulle arti da parte del Fascismo si sarebbe esplicitato negli anni Trenta, l’esposizione voleva restituire al pubblico l’idea di un clima di progressivo coinvolgimento nei valori del regime avviato già nel decennio successivo.
La ricostruzione di un fenomeno culturale di tale portata venne condotta attraverso l’inclusione di diverse forme artistiche, dalle tradizionali opere di pittura e scultura alla grafica e illustrazione, dall’architettura agli apparati decorativi. Le riflessioni sull’architettura riguardarono in particolare il ruolo assunto dallo “stile moderno” come rappresentazione di una “immagine di regime” e il dibattito sulle caratteristiche di uno “stile architettonico fascista”. Figura centrale sia per gli interventi urbanistici sia per le proposte architettoniche venne identificata nel romano Marcello Piacentini, principale artefice dell’immagine architettonica del regime e spesso controparte di altri protagonisti del tempo, come il gruppo BBPR, Luigi Nervi, Giovanni Michelucci, Enrico Del Debbio, Luigi Moretti e Angelo Mazzoni.
La sezione dedicata all’architettura fu organizzata per restituire l’importanza fondamentale attribuita dal regime non soltanto all’edilizia, ma anche agli interventi urbanistici, alle grandi opere monumentali commemorative, alla pubblicazione di riviste di settore, fino ai progetti per centri urbani e quartieri specializzati (come la Città Universitaria di Roma). Le opere erano testimoniate attraverso progetti e disegni in vari gradi di definizione, dalle bozze di Piacentini per il Palazzo delle Corporazioni alle rifinite tavole di Tullio Crali per il Palazzo delle Scienze (1930). Alle raffigurazioni grafiche erano accompagnate numerose fotografie.
Tra gli interventi di urbanistica vennero esposti i progetti per la città libica di Harar sviluppati da Gherardo Bosio, Plinio Marconi e Guglielmo Ulrich; tra le grandi opere monumentali il Monumento ai Caduti (1935) di Attilio Selva per Trieste e le fotografie di Palazzo della Civiltà Italica (1938-1943) di Ernesto Bruno Lapadula, Mario Romano e Giovanni Guerrini; tra le architetture pubbliche il Rettorato per la Città Universitaria (1933-1935) di Marcello Piacentini, la Casa del Fascio di Como (1932-1936) di Giuseppe Terragni, e i progetti (che includevano una fotografia di plastico) per le opere ferroviarie del Gruppo Toscano. La sezione degli apparati decorativi proseguiva idealmente il percorso della committenza pubblica, esponendo le opere realizzate da artisti come Mario Sironi, Gino Severini e Duilio Cambellotti.
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Immagini
Fig. 1: Piero Portaluppi, veduta prospettica del restauro di Casa Castelletti a Mantova, 1925. Milano, Fondazione Piero Portaluppi, in Ritratto di un’idea 2002, p. 40
Fig. 2: Francesco Mansutti, Gino Miozzo, Bolzano: Casa del Balilla, prospettiva ampliamento 1932-1933, Rovereto, Mart, in Ritratto di un’idea 2002, p. 48
Fig. 3: Angiolo Mazzoni, Palermo, Palazzo delle Poste e dei Telegrafi, 1934, in Ritratto di un’idea 2002, p. 55
Fig. 4: Giuseppe Samonà, progetto di concorso per un edificio postale nel quartiere Appio a Roma, 1933. Parma, CSAC, in Ritratto di un’idea 2002, p. 71
Fig. 5: Cesare Bazzani, Stazione marittima di Napoli, 1933-1935, in Ritratto di un’idea 2002, p. 83
- Bossaglia, Rossana (2002). Ritratto di un’idea - Arte e architettura nel fascismo, catalogo della mostra (Roma, 2002), Milano
Ritratto di un’idea, Roma, 2002 (Francesca Bottura, 2026), in “PER-Pensiero Esibito Radicale”














