Terza Esposizione Nazionale di Belle Arti
Inaugurata l’8 aprile 1877 in concomitanza con il Terzo Congresso Artistico, la Terza Esposizione Nazionale di Belle Arti di Napoli si strutturava lungo le sale dell’ex convento di San Giovanni Battista delle Monache divenuto poi sede dell’Accademia di Belle Arti del capoluogo partenopeo. L’architettura occupava una delle 17 sale dedicate all’Arte moderna, uno dei due settori, con l’Archeologia Artistica, in cui si articolavano mostra e congresso (Abbatecola 1877). Il valore didattico dei progetti esposti si accordava con i precetti espressi durante il Congresso svoltosi in parallelo, in particolare circa la necessità di istituire un corso dedicato al disegno tecnico-architettonico separato da quello delle tradizionali belle arti.
La commissione promotrice era presieduta dall’allora sindaco Francesco Spinelli e coordinata dal pittore Demetrio Salazar, mentre Enrico Alvino figurava quale membro esperto per l’architettura.
Secondo il regolamento, progettisti italiani o stranieri, viventi o deceduti nell’ultimo decennio, potevano partecipare esponendo elaborati in originale o riproduzione: “Architettura in disegno o in rilievo di grandi progetti artistici di composizione: restauri di antichi monumenti o di edifizi moderni, grandi invenzioni di architettura decorativa” (Congresso Artistico 1880, p. 3.) A valutare gli elaborati, una giuria composta da Giuseppe Mengoni, Giovanni Battista Filippo Basile, Michele Ruggiero, Giovanni Castelli e Ignazio Perricci.
Di fatto, la partecipazione si limitò ai progettisti italiani che presentarono 107 lavori, molti dei quali successivamente realizzati, proponendo un’ampia panoramica sulle differenti tipologie edilizie: “edifici per l’arte e la sua didattica, compresa quella musicale, sedi delle municipalità, della giustizia e delle banche, edifici industriali e stazioni, caffè e apparati effimeri, sistemazioni urbanistiche, architetture della memoria (un famedio, cimiteri e cappelle funebri) e i simboli dell’identità nazionale con i monumenti dedicati a Dante, Luigi Vanvitelli, Beatrice Benci, Arnaldo da Brescia e naturalmente a Vittorio Emanuele II e all’Unità d’Italia” (Ciapparelli 2026, p. 28). Ben 15 progetti erano stati presentati da Guglielmo Calderini, sia in qualità di unico autore (per il Teatro di Odessa, per esempio, ma anche per la facciata di Santa Maria del Fiore a Firenze), sia insieme ad altri progettisti: Vincenzo Granniello per uno Stabilimento Idroterapico ad Alessandria d’Egitto, Antonio Blanco e Angelo Savignone per impianti balneari rispettivamente per Napoli e Levanto.
Oltre alle nuove costruzioni, il tema del restauro e del completamento degli edifici medievali rivestiva un ruolo centrale, mettendo a confronto soluzioni progettuali diffuse sull’intera Penisola: oltre a Santa Maria del Fiore, si proponevano le ipotesi di Cristoforo Pinto di Gioia del Colle per il Duomo di Milano, di Antonio Curri di Alberobello e del napoletano Carlo Scala per il Duomo di Santa Maria Assunta a Napoli in omaggio ad Albino, scomparso l’anno precedente. Centrale, data anche la relazione con la realtà campana, fu il dibattito attorno al ripristino di alcune delle principali attrazioni di Pompei, come la Casa del Fauno, per la quale si proposero ben 10 tavole di progetto per la sua ricostruzione.
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Immagini
Fig. 1: Guglielmo Calderini, Facciata principale per il teatro di Stato di Odessa
Fig. 2: Pasquale Maria Veneri, “Divinazione” delle dell’atrio della Casa del fauno a Pompei, circa 1843. Archivio Disegni del Museo Archeologico Nazionale di Napoli su concessione del Ministero della Cultura - Museo Archeologico Nazionale di Napoli (foto Marco Casciello)
- Abbatecola, Costantino (1877). Guida e critica della grande esposizione nazionale di belle arti di Napoli del 1877, Napoli.
- Ciapparelli, Pier Luigi (2026). L’architettura italiana alla Terza Esposizione Nazionale di Belle Arti di Napoli (1877), in Mostrare l’architettura. Storie, progetti, innovazioni dall’Unità a oggi, a cura di Andrea Capriolo, Veronica Locatelli, Cinisello Balsamo.
- Congresso Artistico (1880). III Congresso Artistico e dell’Esposizione Nazionale di Belle Arti in Napoli 1877, Napoli.
Terza Esposizione Nazionale di Belle Arti, Napoli, 1877 (PRIN-UNIUD su Ciapparelli 2026), in “PER-Pensiero Esibito Radicale”







