PER
Progetti
MENU

Mostra dei progetti per il nuovo Teatro Massimo

Mostra dei progetti per il nuovo Teatro Massimo
Anno
1867
Città
Palermo
Regione
Sicilia
Contesto espositivo
Altro
Sede espositiva
Basilica di San Domenico
Promotore
Comune di Palermo
Tipologia
Esposizioni collettive
Scheda

“Nel settembre del 1864 il Municipio di Palermo volendo degnamente provvedere alla mancanza di un Teatro in Palermo aprì un concorso, al quale invitò Architetti italiani e stranieri, promettendo cinque premi graduali” (Basile 1872 cit. in Pirrone 1984, p. 39). Con queste parole, Giovanni Battista Filippo Basile ricordava il concorso bandito dal Comune di Palermo “senza esclusione di stili né di sistemi”, purché l’edificio fosse progettato per ospitare all’incirca 3.000 spettatori in un’area di circa 6.000 metri quadrati e prevedesse una spesa complessiva non superiore ai due milioni e mezzo di franchi o lire (Pirrone 1984, p. 39). La commissione giudicatrice era composta dal sindaco Balsamo, Francesco Paolo Perez, Andrea d’Antoni, Domenico Marvuglia e Giuseppe Albeggiani, sostituito poi da Saverio Cavallari. Si propose inoltre di estendere la partecipazione ad architetti stranieri o prevenienti da altre zone d’Italia, come Camillo Boito, Mariano Falcini, Antonio Cipolla, Jakob Ignaz Hittorff, Charles Garnier e Jacques-Martin Tétaz, Gottfried Semper, Eduard van der Nüll. In particolare Semper, alla data della competizione già riconosciuto specialista nel settore specifico con opere come il Königliches Hoftheater di Dresda (1838-1841) e il teatro provvisorio nel Glaspalast a Monaco (1865-1866), partecipa al Giurì come presidente. La sua nuova concezione dell’edificio teatrale, sia relativamente al linguaggio quanto all’impianto planimetrico, maturata anche nella collaborazione con Richard Wagner nel progetto per il monumentale teatro a Monaco (1865-1866) per il compositore rimasto sulla carta, ha certamente influenzato la scelta del progetto vincitore.

La conseguente mostra si aprì nell’aprile 1867: tra i 35 partecipanti espositori, oltre a Basile che proponeva il progetto Archetipo e disegni (n. 18, risultato poi vincitore), figuravano anche Giovanni Castelli di Napoli (n. 16, Giovanni da Procida, secondo posto), Gherardo Rega di Napoli (n. 6, Tempio in cui l’arti s’han culto divino, terzo posto), Giuseppe Damiani Almeyda (n. 20, Quod potui feci, faciant meliora potens, quarto posto), Leoni di Brescia (n. 29, Termini imerese, quinto posto), e altri progettisti rimasti anonimi.

Nell’agosto 1868 si tenne la prima riunione della commissione giudicatrice durante la quale 25 progetti esposti vennero stralciati, riducendo la selezione finale a sole dieci proposte. Archetipo e disegni di Basile fu l’unico ritenuto realmente “monumentale” dalla commissione che, però, ne rilevava una certa monotonia nella decorazione (Pirrone 1984, p. 49), pur decretandolo vincitore.

Con buona probabilità, Basile aveva mostrato il proprio progetto attraverso modellini e dodici tavole di disegni, come lui stesso rammentava: “mi sono astenuto da’ disegni del tergo e del fianco in grazia delle maggiori dimostrazioni che dà la realtà dell’archetipo e delle vedute prospettiche delle fotografie” (Basile in Pirrone 1984, p. 59).

A commento dei 525 disegni totali esposti (Mangone 2026, p. 20) la cronaca del tempo segnalava come fosse “più conveniente nell’architettura il disegno anziché l’acquarello, e deve essere anteposta la geometria e la proprietà degli ordini all’effetto scenico ed alla bizzarria delle forme scambiate spesso per varietà, con molto cattivo gusto” (Precursore1867), rimarcando una presa di posizione netta circa il linguaggio ritenuto più consono per la rappresentazione architettonica durante le manifestazioni pubbliche postunitarie.

-

Immagini

Fig. 1: G.B.F. Basile, Archetipo per il Teatro Massimo di Palermo, in Pirrone 1984, fig. 16

Fig. 2: G.B.F. Basile, acquarello della variante del prospetto del Teatro Massimo di Palermo, in Pirrone 1984, fig. 11

Fig. 3: G. Damiani Almeyda, prospetto Teatro Massimo di Palermo, in Pirrone 1984, fig. 12

Bibliografia

- Barbera, Paola, Cianciolo Cosentino, Gabriella (2010). Innovazioni tecniche nel teatro popolare e nel teatro d’élite nel secondo Ottocento. Il Politeama e il Teatro Massimo di Palermo fra “scienza” e “arte”, in Architettura dell’Eclettismo. Il teatro dell’Ottocento e del primo Novecento. Architettura, tecniche teatrali e pubblico, atti del 12° Convegno di Architettura dell’Eclettismo (Jesi, 2009), a cura di Loretta Mozzoni, Strefano Santini, Napoli, pp. 289-319

- Fundarò, Anna Maria (1974). Il concorso per il teatro Massimo di Palermo. Storia e progettazione, Palermo

- Mangone, Fabio (2026). La retorica della trasparenza, l’occasione della critica: il rituale delle esposizioni nei concorsi di architettura, in Mostrare l’architettura. Storie, progetti, innovazioni dall’Unità a oggi, a cura di Andrea Capriolo, Veronica Locatelli, Cinisello Balsamo, pp. 27-35

- Maniscalco Basile, Luigi (1984). Storia del Teatro Massimo di Palermo, Firenze

- Pirrone, Gianni (1984). Il Teatro Massimo di G.B. Filippo Basile a Palermo 1867/97, Roma

- Precursore (1867). n. 5, 26 aprile

Scheda a cura di
Pier Luigi Ciapparelli
Come citare la scheda

Mostra dei progetti per il nuovo Teatro Massimo, Palermo, 1867 (Pier Luigi Ciapparelli, 2026), in “PER-Pensiero Esibito Radicale”

logo unione europea
logo unione europea
logo unione europea
logo unione europea