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Prima Mostra Annuale della Federazione degli Architetti Italiani

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Anno
1914
Città
Milano
Regione
Lombardia
Contesto espositivo
Istituzione
Sede espositiva
Società Artistica per le Belle Arti ed Esposizione Permanente
Promotore
Associazione Architetti Lombardi
Tipologia
Esposizioni collettive
Scheda

Aperta il 14 febbraio 1914 nei locali della Permanente di Milano, la Prima Mostra Annuale della Federazione degli Architetti Italiani raccoglieva lavori di progettisti provenienti da tutta Italia «a significare consenso all’idea, proposito di lavoro per l’avvenire» (Catalogo 1914, s.n.p.), vale a dire l’opera di riconoscimento dell’architettura come pratica autonoma rispetto all’ingegneria civile «esaltata dalla facile rettorica come patrimonio della stirpe e della nazione, di fatto misconosciuta e deprezzata» (ibidem).

Nonostante la chiusura dell’evento fosse stata fissata per il 10 marzo dello stesso anno, la necessità di aggiornamento dei progetti da esporre portò a una sua proroga «per renderla più interessante» così da includere anche il disegno per la sistemazione di Piazza del Duomo proposto da Giuseppe Mengoni (ASBAEP, Verbali delle sedute conciliari dal 7 gennaio 1911 al febbraio 1917, seduta del 6 marzo 1914): la successiva mostra dei soci della Permanente, aperta il 7 aprile dello stesso anno, indica una termine ante quem per la reale chiusura della mostra di architettura, allo stato attuale non meglio precisata. Nella stessa seduta venne discussa la possibilità di affittare i locali del Palazzo per una mostra di architettura organizzata dalla medesima Associazione l’anno successivo, non andata in porto a causa dello scoppio della Prima guerra mondiale.

L’idea di ospitare un’esposizione dedicata alla cultura del progetto era nata nel settembre 1913, quando l’architetto Giovanni Rocco – portavoce di una «associazione nuova che non ha mezzi» (ASBAEP, Verbali delle sedute conciliari dal 7 gennaio 1911 al febbraio 1917, seduta del 20 settembre 2013), vicino all’ambiente futurista e futuro fondatore della rivista Rassegna di architettura – si rivolse alla Permanente per affittarne gli spazi al fine di allestire una rassegna sull’architettura, disciplina mostrata attraverso fotografie, vedute prospettiche, perlopiù acquarellate, e tavole di progetto. L’esposizione delle tavole sollevò alcune perplessità da parte dei membri del consiglio: considerate come elementi dal «carattere eccessivamente tecnico che nuoce al richiamo del pubblico» (ibidem), se ne propose prima l’esclusione e poi il loro deposito presso la segreteria in modo tale che fossero accessibili a chi ne facesse richiesta, lasciando la narrazione del progetto architettonico appannaggio di linguaggi più propriamente artistici.

L’esposizione si dipanava in sette sale, occupando probabilmente sia il primo sia secondo piano del Palazzo. Ospitava una sessantina di progettisti, per la maggior parte provenienti da Milano e dintorni, con le eccezioni di Egisto Bellini da Siena, Raimondo D’Aronco e Provino Valle da Udine, Venceslao Borzani da Genova, Marcello Piacentini da Roma.

Le tipologie progettuali presentate al pubblico erano le più disparate, a rimarcare da un lato la pluralità degli stili e degli interpreti e dall’altro l’aspirazione a riformulare l’assetto architettonico del Paese, fino all’esportazione all’estero del gusto déco nei progetti di Raimondo D’Aronco per l’Ospedale di Medina, una casa a Costantinopoli (1907), la fontana, la tomba e la biblioteca di Yildiz in Turchia (1903-1904). Il percorso rimarcava tale eterogeneità, senza presentare suddivisioni per tipologia, autore o area geografica.

A progetti reali, come quello presentato da Edoardo Baroncini per l’Ippodromo di San Siro con Paolo Mezzanotte nella sala I, si alternavano vedute fantastiche e archeologiche di Raineri Arcaini nella medesima sala, nella quale figuravano anche due acquerelli e un disegno per la facciata del cimitero di Monza progettata da Sant’Elia e Paternoster. Allo stesso tempo, opere di pittura e scultura, tra cui Il giorno di Gaetano Previati e lo Studio di nudo di Tullio Brianzi, ma anche le vetrate di Giovanni Beltrami, i vasi artistici prodotti dalla Società Ceramica Richard-Ginori su disegno di Umberto Bottazzi e le Impressioni di viaggio di Baroncini, segnalavano la commistione di linguaggi e discipline tipico dell’epoca, nonché il lungo processo di affermazione di un proprio linguaggio espositivo per l’architettura.

Bibliografia

- Catalogo (1914). Catalogo della prima mostra annuale della Associazione degli Architetti italiani nei locali della Società per le Belle Arti ed Esp. Permanente, catalogo della mostra, Milano

Fonti archivistiche

- Milano, ASBAEP - Archivio della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente (https://www.lapermanente.it/archivio-storico/)

Scheda a cura di
Veronica Locatelli (2025)
Come citare la scheda

Prima Mostra Annuale della Federazione degli Architetti Italiani, Milano, 1914 (Veronica Locatelli, 2025), in “PER-Pensiero Esibito Radicale”

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