Radicals. Architettura e Design 1960-75
Nel 1996, la VI Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia ospitò la mostra Radicals. Architettura e Design 1960–75, curata da Gianni Pettena. Questa esposizione rappresentò una delle prime occasioni ufficiali per rivalutare l'architettura radicale italiana, un movimento che aveva avuto un impatto significativo negli anni Sessanta e Settanta (Radical 2020). La mostra si svolse ai Giardini di Castello dal 15 settembre al 17 novembre 1996 e fu accompagnata da un catalogo che documentava le opere e le teorie dei principali protagonisti del movimento (Pettena 1996, p. 12).
Il catalogo della mostra presenta una ricca documentazione delle opere di gruppi e di singoli autori come Superstudio, Archizoom, UFO, 9999, Zziggurat, La Pietra e lo stesso Pettena. Oltre a fotografie, disegni e modelli, il volume include testi teorici che contestualizzano storicamente e criticamente l'architettura radicale. In particolare, l'introduzione di Hans Hollein e il saggio di Pettena offrono una panoramica delle motivazioni e degli obiettivi del movimento, sottolineando la sua dimensione utopica e critica nei confronti della società e dell'architettura tradizionale (Pettena 1996, pp. 46‑60; Branzi 1996).
La mostra si caratterizzava per un approccio curatoriale che non si limitava a esporre opere ma proponeva un vero e proprio percorso narrativo. I visitatori erano guidati attraverso sezioni tematiche che ricostruivano il contesto socio-culturale degli anni Sessanta e Settanta, evidenziando come la radicalità fosse strettamente connessa alla contestazione giovanile, alla critica del consumismo e all’innovazione dei linguaggi visivi (Radical 2020). La selezione dei materiali puntava a far emergere il dialogo tra teoria e progetto, mostrando come molti lavori radicali non fossero semplici provocazioni estetiche, ma strumenti di riflessione critica sul ruolo dell'architettura nella società.
L'architettura radicale, con la sua enfasi sull'utopia, sull'ironia e sulla sperimentazione dei linguaggi, si presentava come una sfida radicale ai canoni tradizionali dell'abitare e dell'edilizia (Branzi 1996). Il catalogo di Pettena include numerosi esempi di fotomontaggi e installazioni, come i progetti di Superstudio sulla Supersuperficie, che anticipavano concetti di spazio fluido e abitazione mobile, e i prototipi di Archizoom che mettevano in discussione la rigidità dell'urbanistica moderna (Pettena 1996, pp. 50‑55).
La Biennale del 1996, attraverso questa mostra, non si limitò a celebrare il passato, ma attivò una riflessione critica sul presente e sulle possibilità future dell'architettura. Il movimento radicale, pur nato come esperienza marginale e spesso sperimentale, veniva così reinserito nel dibattito ufficiale, conferendo nuova visibilità e legittimità a opere che, fino ad allora, erano state prevalentemente oggetto di studi specialistici e pubblicazioni di nicchia (Radical 2020).
La mostra e il suo catalogo hanno inoltre contribuito a consolidare la memoria storica del radicalismo italiano, creando una base per ulteriori esposizioni e ricerche. Mostre successive, come Archipelago. Architettura sperimentale 1959–1999, hanno ripreso il filo della riflessione, evidenziando quanto le tematiche affrontate dai Radicali – dalla critica al consumismo alla ridefinizione dello spazio urbano e abitativo – continuino a essere rilevanti nel dibattito architettonico contemporaneo (Pettena 1996, pp. 61‑75).
In conclusione, Radicals. Architettura e Design 1960–75 si pone come un momento fondamentale di legittimazione storica e culturale del movimento radicale. La capacità della mostra di combinare documentazione rigorosa, riflessione teorica e sensibilità curatoriale ha permesso di rileggere il radicalismo non come semplice nostalgia degli anni Sessanta, ma come esperienza progettuale e concettuale ancora capace di stimolare il pensiero critico e di interrogare le pratiche architettoniche contemporanee (Branzi 1996; Radical 2020).
Branzi, Andrea (1996). Il design italiano 1964–1990, Milano 1996.
Radicals. Architettura e Design 1960–75 (1996). Catalogo della mostra (Venezia 1996), a cura di Gianni Pettena, Venezia–Firenze 1996.
Radical: Italian Design 1965–1985 (2020), The Dennis Freedman Collection, a cura di Cindi Strauss, New Haven 2020.
Radicals. Architettura e Design 1960-75, Venezia, 1996 (Andrea Capriolo, 2025), in "PER - Pensiero Esibito Radicale".



