Prima esposizione italiana di architettura
La prima esposizione di carattere nazionale dedicata all’Architettura si svolge a Torino nel 1890, in un anno chiave per inquadrare le politiche del Regno d’Italia in campo artistico. In pieno clima positivista, si riconosce il ruolo centrale dell’architettura quale contenitore più adatto per dirimere e declinare i profondi cambiamenti nel panorama artistico e individuare compiti, linguaggi e iter formativi del nuovo tecnico moderno.
Suddivisa in quattro grandi sezioni – Architettura (antica e moderna), Arti applicate, Pubblicistica e Piani di ingrandimento e risanamento – la mostra monografica sull’architettura inquadra lo stato dell’arte tra ruoli consolidati e nuovi orientamenti di una professione in divenire raccontato attraverso i documenti esposti e le conferenze a tema. L’originalità della manifestazione deriva dal vivace dibattito architettonico che si svolge a Torino nel secondo Ottocento che ne decreta il successo di pubblico e di critica.
La Mostra viene organizzata nel Palazzo per le Arti progettato per l’esposizione del 1884 nell’area del Valentino, oggi Palazzo della Promotrice delle Belle Arti. L’ingresso dell’esposizione viene affidato, tramite concorso, a Raimondo d’Aronco che lo varierà per ragioni economiche durante la realizzazione. Aperta il 28 settembre, si conclude il 3 dicembre del 1890 alla presenza del duca di Genova e di Boselli, ministro dell’istruzione, ospitando oltre quarantamila visitatori, tra cui anche un nutrito pubblico non specializzato (Volpiano 1999).
La prima mostra di Architettura è un evento di grande portata: 1.300 mq di area espositiva con oltre 6.000 mq di pareti verticali dedicate per circa 10.000 disegni. La vendita delle opere, prassi consolidata, favorisce il collezionismo e permette di acquisire “buoni modelli” di studio per scuole, architetti e artigiani, sostenuta dalle politiche governative di divulgazione didattica (Pesando 2009, 2021).
Le 33 sale sono allestite con divisori provvisori per aumentare le superfici e ampiamente illuminate grazie ai lucernari. La mostra prevede oltre agli elaborati appesi, anche cartelle e album posizionati su tavoli per permettere ai visitatori di sfogliarli, e il catalogo tascabile che riporta le didascalie sala per sala, identificate con colori diversi secondo i 4 temi espositivi (Sacheri 1890, 1891).
Alla direzione della mostra vengono poste le personalità torinesi attori del dibattito architettonico cittadino e fautori delle incisive associazioni di categoria. Alla guida della sezione di Architettura antica e moderna (I) viene indicato Camillo Riccio, architetto-capo delle esposizioni torinesi insieme a Raimondo D’Aronco, la cui capacità di assemblare linguaggi architettonici e arti applicate ha un riscontro critico riconosciuto. Alla sezione Arti applicate (II) viene destinato Giovanni Angelo Reycend, professore della Scuola di Architettura della R. Scuola di Applicazione per Ingegneri di Torino, presidente della sezione Architettura del Circolo degli Artisti, vicepresidente della Società degli Ingegneri e degli Industriali e promotore di nuove scuole professionali. La sezione della Pubblicistica (III) è diretta dal segretario dell’Accademia Albertina, Felice Biscarra, riformatore didattico e promotore di nuove riviste d’avanguardia in contrasto con la didattica convenzionale d’accademia. Mentre la sezione sulla Città – aggiunta successivamente a testimonianza dell’ampiezza e varietà del dibattito che ruota intorno alla figura dell’architetto – è dedicata ai Piani di ingrandimento e risanamento (IV) ed è diretta da Carlo Ceppi, docente di Disegno all’Università di Torino, protagonista della scena torinese e tra i fautori del completamento della nuova “via diagonale” di via Pietro Micca realizzata secondo i principi igienisti nel cuore della città antica (Zucconi 1999, 2022).
Completano e integrano la mostra 14 conferenze che spaziano dalla riorganizzazione degli studi architettonici, alle questioni compositive e delle arti applicate, fino ai temi della città e dell’igiene (Prima esposizione 1891).
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Immagini
Fig. 1: Mario Ceradini, manifesto della I Esposizione Italiana di Architettura a Torino, 1890, ed. Musso (Catalogo Generale dei Beni Culturali, CC-BY 4.0, https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500675610)
Fig. 2: Raimondo d’Aronco, progetto di concorso vinto per l’ingresso dell’Esposizione di Architettura a Torino, 1890, in Donghi 1891
Fig 3: Pianta dell’Esposizione di Architettura a Torino, 1890, in Sacheri 1890
Fig. 4: Interno della mostra sezione Architettura antica: riproduzione in scala della facciata del Conte Verde a Rivoli e del frigidario del Sarno a Pompei, in Ricordo della prima esposizione 1891
- Prima esposizione (1890). Prima esposizione di Architettura. Rendiconto della solennità inaugurale, 28 settembre, Torino
- Sacheri, Giovanni (1890). Prima Esposizione Italiana d’Architettura in Torino. Le mie impressioni scritte sul posto, in “L’ingegneria Civile e le Arti industriali”, n. 11, pp. 161-164; n.12, pp. 177-184
- Donghi, Daniele (1891). L’Architettura Moderna alla Prima Esposizione Italiana di Architettura. Torino 1890, Disegni e progetti di opere architettoniche scelti e ordinati dall’ing. arch. Daniele Donghi, Torino
- Prima Esposizione (1891). Prima Esposizione Italiana di Architettura in Torino, Conferenze, ottobre-novembre 1890, Torino
- Ricordo della prima esposizione (1891). 130 tavv., Torino
- Sacheri, Giovanni (1891). Prima Esposizione Italiana d’Architettura in Torino. Le mie impressioni scritte sul posto, in “L’ingegneria Civile e le Arti industriali”, n. 1, pp. 1-10; n. 10, pp- 153-160; n. 11 pp.167-172; n. 12, pp. 184-198
- Volpiano, Mauro (1999). Torino 1890. La prima Esposizione Italiana di Architettura, Torino
- Zucconi, Guido (1999). La città contesa: dagli ingegneri sanitari agli urbanisti, 1885-1942, Milano
- Pesando Annalisa B. (2009). Opera vigorosa per il buon gusto artistico nelle industrie. La Commissione centrale per l’insegnamento artistico industriale (1884-1908), Milano
- Pesando, Annalisa B. (2021). Il filo rosso della formazione nell’industria artistica italiana, in La Decorazione a Brera. Dall’Ornato al contemporaneo, Catanzaro, pp. 17-22
- Zucconi, Guido (2022). La città degli igienisti. Riforme e utopie nell’Italia umbertina, Roma
- Catalogo Generale dei Beni Culturali:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500675610
- Torino, Archivio Storico del Circolo degli Artisti di Torino
- Torino Archivio Storico dell’Università di Torino (ASUT), Fondo Marco Albera
- Torino, Archivi Storici del Politecnico di Torino
Prima Esposizione Italiana di Architettura, Torino, 1890 (Annalisa B. Pesando, 2026) in “PER-Pensiero Esibito Radicale”












